
Smettete di sprecare calore per via degli additivi utilizzati nei materiali in vetro
La maggior parte delle lampade a infrarossi emette un’energia diffusa. Per la semplice essiccazione, questo è sufficiente. Ma quando si lavora con additivi specializzati per i materiali in vetro, questo approccio “unica soluzione per tutti” è semplicemente uno spreco di denaro.
Non avete bisogno di più calore: avete bisogno del calore giusto. L’obiettivo è far sì che l’energia raggiunga esattamente i punti di assorbimento caratteristici del materiale che state riscaldando. Ecco perché creiamo lampade a doppio tubo, in grado di emettere energia compatibile con le caratteristiche spettrali del materiale da riscaldare.
Come ottenere il risultato desiderato
Ogni materiale ha infatti un modo unico di assorbire l’energia. Se il vostro additivo reagisce solo a una lunghezza d’onda di 2,5 micron, mentre la lampada emette energia a 1,0 o 5,0 micron, in realtà non state riscaldando il prodotto: state soltanto riscaldando l’aria e la struttura della macchina. È un metodo inefficiente e frustrante.
Per risolvere questo problema, modifichiamo la chimica interna della lampada e i suoi rivestimenti. Modifichiamo la composizione del filamento e aggiungiamo rivestimenti specifici al quarzo. Il risultato? L’energia riesce effettivamente a penetrare nel vetro, invece di rimbalzare sulla superficie come se fosse uno specchio.
Perché le lampade a doppio tubo sono utili
Le lampade a doppio tubo rappresentano una soluzione efficace: aumentano l’area di riscaldamento senza occupare più spazio. In questo modo è possibile aumentare la potenza della lampada senza esporre il filamento a stress eccessivi. Le lampade durano di più, e il calore viene distribuito in modo più uniforme sul materiale da riscaldare. Nessun punto caldo anomalo.
Attenzione però: quando si regola con precisione lo spettro dell’energia emessa dalla lampada, il flusso di calore diventa molto intenso. Se si utilizzano lampade ad alta potenza, è necessario assicurarsi che i ventilatori di raffreddamento siano in grado di gestire l’energia riflessa. Se il corpo della lampada diventa troppo caldo, i riflettori si deformano, e tutto ricomincia da capo.
Dal laboratorio alla produzione industriale
Che si tratti di lavori in un laboratorio di ricerca o di una linea di produzione su larga scala, il processo è lo stesso. Ci inviate gli spettri di assorbimento del vostro additivo, e noi creiamo una lampada in grado di emettere energia compatibile con tali spettri. In questo modo, un semplice processo di riscaldamento diventa uno strumento preciso. Aggiungendo poi un controllore PID per mantenere costanti le temperature, otterrete risultati ottimali.